Camminare......Un business per la salute


Possiamo muoverci a lungo con un limitato sforzo muscolare, godendo di grandi vantaggi organici e sistemici?

Come potremmo ottenere il massimo beneficio con il minor sforzo possibile, riducendo i traumi

articolari?

La deambulazione sembrerebbe essere la risposta giusta ad entrambi i quesiti.

Nell’uomo questa azione si basa sul sollevamento del centro di gravità e sull’esiguità della base di appoggio. Per gli esseri bipedi, rispetto alla quadrupedia animale, si tratta di un’azione molto articolata che presuppone una continua perdita e il successivo ripristino dell’equilibrio. L’energia potenziale dell’instabilità, si trasforma in energia cinetica cioè in spostamento. Attimo per attimo esiste un mirabile sistema ciclico di controllo posturale che assume una forma sinusoidale. Questa immagine è emblematica del movimento in avanti e in alto del baricentro e rappresenta al suo massimo, l’appoggio su un arto, e al suo minimo, il doppio appoggio dei piedi. L’accelerazione del corpo umano ha poi una forte componente gravitaria e solo in misura relativa è attribuibile alle contrazioni muscolari. Questa motivazione spiega molto bene il perché la camminata, ad un certo ritmo, può essere protratta per molto tempo. Ecco come diventa economica ed antiinfortunistica.

Camminare è un fattore innato o frutto dell’esperienza?

Alla nascita sono già presenti i centri nervosi deputati al cammino, ma per essere efficienti, devono attendere la maturazione del sistema muscolo scheletrico verso i due anni di età. Esistono quindi più fattori -neurologico, strutturale e di educazione- che interagiscono in questo atto motorio volontario. Ad un anno circa compare la fase appresa e solo in seguito quella automatizzata. Il fatto di spostarsi nello spazio con queste modalità rappresenta il miglior sistema anche in termini di dispendio energetico che, infatti, risulta assolutamente modesto. Ecco perché nell’economia dei consumi e delle usure delle strutture anatomiche, possiamo senza dubbio promuovere la camminata come sistema ideale per l’essere umano.

Quale è il fattore o l’articolazione cardine di questo gesto così naturale? Può un tassello del sistema influenzare l’intero meccanismo e determinarne l’esito?

Le articolazioni attraverso cui si compie il movimento sono quelle che si inseriscono nel sistema delle catene cinetiche. Quella della caviglia e dell’anca, sono strutturate ed agiscono in modo simile. In questo modo le sollecitazioni dall’appoggio si ripercuotono nei segmenti corporei soprastanti passando dal bacino , attraverso la spalla, la clavicola e l’occipite fino ad coinvolgere l’articolazione della mandibola. Per quanto riguarda la biomeccanica e gli esiti di una buona o cattiva postura durante una passeggiata, dunque, nulla può essere lasciato al caso. Prima di cominciare a valutare altri parametri di questo meraviglioso meccanismo, sarebbe buona prassi partire dalla base. Occuparsi del corretto appoggio plantare e dall’adozione di un certo tipo di calzature per ottimizzare e non disperdere l’intero sistema di trasmissione è un buon punto di partenza. E’ necessario prestare attenzione alle caratteristiche morfologiche e funzionali dell’arto inferiore relativamente al piano sagittale, prima di procedere alla valutazione di altre problematiche possibili per ottenere il miglior assetto dell’intero corpo. Sembrerebbe eccessivo, ma la motilità della mascella, solo per citare un elemento estremo della catena, potrebbe avere a che fare con un particolare appoggio plantare e viceversa.

Vi diamo appuntamento su queste pagine e nei prossimi Weekend di pratica per scoprire alcuni preziosi consigli per camminare bene e con soddisfazione. Con la pratica del Nordic Walking insomma farete un avanzamento verso il benessere, una sorta di “personal business” per la prevenzione e la salute.


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