EFFETTO...3TREE. PARTE II

Aggiornamento: 12 apr




Attivare i sensi prima di entrare in un bosco, respirare a fondo, consentirà di assumere le sostanze disperse nell’aria: sarà l’equivalente di un benefico aerosol con olii essenziali. Sospesi nell’atmosfera ci sono infatti composti organici volatili biogenici, detti BVOC, che, provenienti dalle varie essenze arboree, rappresentano una sorta di SPA naturale dove fare aromaterapia. Uno studio condotto dal CNR presso l’Istituto per la Bioeconomia in collaborazione col CAI e la consulenza del CEREFIT dell’Ospedale Carreggi di Firenze, ha individuato in alcuni terpeni, i normalizzatori delle funzioni fisiologiche umane e non solo. Sono stati campionati composti volatili come Delta Limonene, Alfa e Beta Pinene, Beta Myrcene e Camfene, che hanno mostrato un effetto balsamico, ansiolitico, antidepressivo, analgesico, antiossidante ed antinfiammatorio per vari apparati dell’organismo. Sono state evidenziate tramite ricerche scientifiche le ricadute di queste stesse sostanze sugli indici emodinamici, neuroendocrini, metabolici, immunitari, infiammatori ed ossidativi del corpo umano. Queste evidenze ci suggeriscono che non solo l’effetto tree possiede un potere preventivo, ma anche curativo e che in futuro potrebbe affiancare la medicina tradizionale come terapia complementare. Nell’idea originale giapponese, le immersioni negli ambienti forestali debbono essere condotti in modo rigoroso, nel rispetto di precisi protocolli che avvengono percorrendo certi itinerari già tracciati da guide professioniste, in stretta intesa col personale sanitario che ne fa la prescrizione. Senza sconfinare nell’aspetto sanitario, dobbiamo comunque dire che ci sono alcune caratteristiche precise perché l’ambiente e le attività in esse condotte, siano sinergici nel produrre benefici misurabili. Il bosco deve essere aperto, luminoso, preferibilmente con la presenza di almeno un corso d’acqua, in modo da ottenere la vaporizzazione delle molecole. Per ottenere il meglio dalle proprietà bioattive dei BOVC emessi sia dall’alto (chiome degli alberi e cortecce), che dal basso (arbusti, erbe, terreno e acque), si è scoperto che esiste un’influenza della stabilità atmosferica e dell’irraggiamento solare. Sono perciò indicate le temperature del primo mattino e del primo pomeriggio nella stagione calda, quando la concentrazione degli aerosol e delle resine è massima. La ricerca condotta con l’ausilio di “nasi elettronici” di ultima generazione, ha fornito dati per cui a distanza di un’ora e di poche centinaia di metri, la composizione dell’aria cambia radicalmente. Saranno necessari ulteriori approfondimenti statistici per indagare quanto i tempi e gli spazi dell’immersione siano determinanti, ma rifacendoci alla tradizione orientale, un tragitto con una distanza di 4/5 km sembrerebbe quella ottimale per ricevere effetti positivi. Si dovrebbero privilegiare percorsi non eccessivamente impegnativi o affaticanti e soprattutto saranno da scegliere ambienti con una composizione mista di piante. Lo studio Temporal and spatial variability of volatile organic compounds in the forest atmosphere di cui abbiamo parlato si è avvalsa di Fotoionizzatori, che indicano, per estrapolazione, che la risposta fisiologica e psicologica ottimale dipende anche dalla composizione arborea del luogo. Le conifere sempreverdi (pini e abeti) emettono meno prodotti che le latifoglie ma sprigionano molecole di qualità maggiore da un punto di vista biologico. Il faggio è tra le latifoglie il maggior produttore ma campione assoluto in termini di quantità si classifica il leccio. A ragione quindi scegliendo un bosco di pini e castagni oppure di abeti e faggi, potremmo dire di aver trovato la combinazione vincente. Al momento è certo che il rafforzamento del sistema immunitario riceverebbe un grosso aiuto con questa semplice pratica ottenendo un importantissimo contributo all’innalzamento dell’attivazione delle cellule NK Natural Killer che sono cacciatrici di possibili cellule tumorali. Non ultimo vorremmo citare che l’8% del PIL mondiale, circa 5mila miliardi di euro, potrebbero essere risparmiati valorizzando l’effetto tree in termini di salute mentale. Respirare e camminare nel verde fa dunque immensamente bene alla salute psicofisica; non resta che attivare i sensi e lasciarsi avvolgere dai colori, dai suoni, dai profumi e dagli aromi delle aree boschive per un’esperienza completa. Continua a seguirci e scoprirai come.


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