Effetto Tree parte III - La terapia verde -

“Verde, tu che sei il fiato del bosco ed entri nell’anima delle foglie e metti la tua linfa in ogni filo d’erba, continua a fare del bene alla vita. E anche se ci sono orchi di cemento pronti a ghermirti, il mondo non sia separato dal tuo cuore festante, dal tuo polmone gentile”. Fabrizio Caramagna ha così mirabilmente tratteggiato l’importanza del verde per la vita del pianeta e dei suoi abitanti.

Potremmo lasciare la bellezza di queste frasi e soffermarci su qualche numero: da 3 a 5 sono le persone che vivono grazie all’ossigeno rilasciato da una pianta; 20 sono gli alberi necessari per compensare l’anidride carbonica emessa in un anno da un’auto. Scorrendo altri dati relativi a quello che abbiamo chiamato Effetto Tree nella nostra vita, potremmo dire che per compensare l’impatto degli inquinanti principali sul territorio nazionale, servirebbe l’equivalente di quattro volte l’estensione dell’Italia ricoperta di boschi.

I Composti Organici Volatili Biogenetici –COVB prodotti dalla vegetazione si distinguono in Monoterpeni come l’eucaliptolo, il geraniolo, la canfora, il mentolo e l’Isoprene. Insieme queste molecole assolvono non solo a funzioni fondamentali per la vita della pianta stessa, ma anche per la qualità della nostra. Come effetto autoindotto si può registrare la resistenza delle cellule vegetali agli innalzamenti di temperature, la difesa verso i parassiti e l’attrazione degli insetti impollinatori.

Per quanto concerne l’uomo possiamo confermare a livello epidemiologico un effetto significativo sulle concentrazioni del cortisolo nel sangue. L’abbassamento dell’ormone nello stress misurato nel sangue e nella saliva, è stato già da tempo riportato da vari studi e pubblicato su numerose riviste scientifiche. Quest’ultima evidenza è ricca di significative ripercussioni soprattutto per l’uomo metropolitano. La secrezione delle ghiandole surrenali in risposta allo stress psicofisico, infatti, influenza positivamente la funzionalità del sistema cardiocircolatorio, respiratorio, il sistema immunitario e alcuni disturbi dell’umore. Tra le situazioni che potrebbero trovare giovamento con l’esposizione ad un ambiente boschivo sono stati annoverati anche i deficit di attenzione e Iperattività, gli Stati di Ansia e le Sindromi Depressive.

Recentemente si è anche scoperto che gli effetti di questa immersione nel verde durerebbe per un certo periodo dopo l’esposizione alle molecole volatili ed anche l’anticipazione mentale di questa abitudine sembrerebbe avere un suo peso. Trascurando per ora questa suggestione e il valore vibrazionale del colore verde, è certo che prefigurarsi di passeggiare in un bosco attivi il cervello. Altrettanto sicuro è il fatto che una blanda attività motoria abbia un effetto determinante, come detto, sulle variazioni dei cortisolo ed indurrebbe uno stato generale di rilassamento. Tutto ciò rappresenta un prezioso dono della natura in termini di qualità della vita e benessere.

E’ stato testato, infine, che svolgendo regolarmente un minimo di 20’/60’ di questa pratica, l’abbassamento del cortisolo si protragga fino a quattro settimane di distanza. Va da sé che il Modern Nordic Walking sia una pratica perfetta anche in questa direzione.

Come osservava John Muir “La natura coi suoi boschi verdi e brillanti, guarisce ogni afflizione”. Ricordiamoci allora di partecipare almeno una volta al mese, ad un’escursione per scatenare il benefico Effetto Tree.

Cosa aspetti ad unirti a noi, scegliendo tra i week end che abbiamo pensato per te?



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